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Guida per l’Oro/curiosità

Caratteristiche dell’oro

L’Oro è un elemento chimico con numero atomico 79 e simbolo Au.

È uno dei metalli più pesanti sulla Terra, con un peso atomico di 197.2. Il suo punto di fusione è di 1064.46 °C. Allo stato puro, l’Oro è tenero e malleabile, il metallo più duttile tra tutti. Può essere ridotto in foglie sottilissime, inferiori al millesimo di millimetro. Spesso si trova sotto forma di electro, accompagnato da una percentuale di argento compresa tra 8 e 10 parti su 100. Più alta è la presenza di argento, più chiaro diventa il colore dell’Oro e la sua densità diminuisce.

L’Oro puro, chiamato oro fino, ha un titolo di 999,9/1000 ed è utilizzato per la produzione di lingotti e monete. La purezza dell’Oro può anche essere espressa in carati, indicata da un numero e una ‘k’. Un carato corrisponde a una parte d’Oro su un totale di 24 parti che compongono la lega. Se una lega d’Oro ha un totale di 24 parti di metallo, tutte costituite da Oro, allora siamo in presenza di Oro puro.

1. Indistruttibilità: la più importante delle caratteristiche dell’oro

La prima delle caratteristiche degne di nota dell’oro è la sua indistruttibilità: non esiste sostanza in natura che possa disintegrarlo completamente.

Già questo potrebbe spiegare il motivo per il quale, tra i 92 elementi naturali esistenti sulla terra, si è guadagnato il titolo di metallo prezioso.

2. Oro incorruttibile: la seconda caratteristica

Un’altra particolarità che lo rende unico è la sua incorruttibilità: allo stato naturale, nel tempo, l’oro non perde la forma, non arrugginisce e non si ossida, a meno che non entri in contatto con particolari tipi di acidi.

Questa è una caratteristica dell’oro molto importante: lo rende un materiale quasi del tutto intoccabile!

3. Duttilità e resistenza

Un fattore degno di nota: se non mescolate l’oro con altri metalli (creando così una lega) sarà impossibile lavorarlo, produrne qualcosa o comunque dargli una forma: è un metallo talmente morbido da non tenere nessun tipo di lavorazione. È anche molto elastico: una piccola quantità di oro può creare un filo molto lungo, che non si rompe.

Per quanto riguarda la creazione delle leghe, ricordate che il diverso tipo e la differente quantità di metallo mescolato determinano sia il colore dell’oro che la qualità intesa nel senso di purezza.

4. L’oro è un materiale conduttore

Direttamente connessa alla precedente vi è un’altra caratteristica molto importante dell’oro: è un ottimo conduttore di energia e di calore, ed essendo molto denso si può trasportare e conservare facilmente.

La combinazione tra le due qualità rende l’oro perfetto per creare cavi e piccoli congegni elettronici, fattore che rende l’oro un componente essenziale nella tecnologia moderna.

5. L’oro è un elemento non ferromagnetico

La temperatura di fusione dell’oro è di 1945°F, non è quindi un materiale che si danneggia con il calore; inoltre, una volta fuso, può tranquillamente ritrovare la sua durezza originale, il che lo rende un materiale di lavorazione e costruzione perfetto.
Ricordate che l’oro si trova generalmente nel sottosuolo sotto forma di piccoli accumuli o pepite, quindi la lavorazione ne è necessaria per poterne usufruire.

6. Il merito intangibile dell’oro

Una delle proprietà più importanti dell’oro è psicologica. La maggior parte delle persone associano immediatamente il colore unico dell’oro con la ricchezza, e in molti ne considerano il colore bello, forse perché è associato alla ricchezza in modo molto chiaro. È un vantaggio enorme rispetto agli altri strumenti di custodia della ricchezza che siano sia tangibili che trasportabili.

Il commercio di gioielleria è fondamentale per il mercato dell’oro fisico, e per migliaia di anni è andato mano nella mano con quello del metallo non lavorato come modo di custodire valore materiale. Crea una barriera significativa all’ingresso di qualsiasi altro materiale, e contribuisce alla sicurezza dell’oro, in forma di lingotti, come forma di denaro.

Storia dell'oro dai tempi antichi all'età moderna

 

La storia dell’oro nell’antichità

L’oro è stato scoperto per la prima volta in natura circa 5.000 anni fa, e la sua bellezza e la sua rarità lo hanno reso immediatamente desiderabile. In Egitto, l’oro era considerato il metallo degli dei, e veniva usato per decorare templi e tombe reali.
Gli antichi greci consideravano l’oro come il metallo più prezioso, e lo utilizzavano per fabbricare monete e gioielli: anche i romani amavano l’oro, e lo utilizzavano come forma di valuta per le loro transazioni commerciali.
Durante il Medioevo, l’oro era sempre più raro e prezioso, e le persone cercavano di accumularlo per la sicurezza e la prosperità. Nel tardo Medioevo, molte delle principali nazioni europee iniziarono a emettere monete d’oro standardizzate, che divennero una forma di valuta internazionale.
L’oro divenne un simbolo di potere e di status sociale, e le persone benestanti iniziarono a indossare gioielli e ornamenti d’oro per mostrare la loro ricchezza.

Nel XV secolo, con l’arrivo dell’età dei grandi navigatori, l’oro iniziò ad essere esportato dalle Americhe in Europa. Questo portò ad un aumento della quantità di oro in circolazione in Europa, ma anche ad una destabilizzazione del valore dell’oro. Nel XVII secolo, l’oro fu utilizzato come forma di valuta internazionale, ma il suo valore era ancora instabile.

Durante il XVIII secolo, l’oro fu scoperto in quantità significative in Brasile, portando ad un aumento della quantità di oro in circolazione. Ciò portò ad una riduzione del valore dell’oro e alla nascita dell’inflazione in molti paesi europei. Nel XIX secolo, la corsa all’oro in California e in Australia portò ad un ulteriore aumento della quantità di oro in circolazione, ma il suo valore rimase stabile grazie alla crescita economica mondiale e alla stabilità politica.

La storia dell’oro nell’età contemporanea

Nel XX secolo, l’oro ha giocato un ruolo importante nell’economia mondiale. Durante la prima guerra mondiale, molte nazioni abbandonarono lo standard oro, ma il sistema fu ripristinato dopo la fine della guerra. Durante la Grande Depressione degli anni ’30, molti paesi abbandonarono nuovamente lo standard oro, ma il sistema fu ripristinato dopo la seconda guerra mondiale con la creazione del sistema di Bretton Woods.

Tuttavia, negli anni ’70, il sistema di Bretton Woods collassò a causa della crescente inflazione e del debito pubblico degli Stati Uniti. Nel 1971, il presidente americano Richard Nixon abbandonò lo standard oro, e da allora l’oro è stato scambiato come merce, senza un valore fisso o stabilito.

Oggi l’oro viene utilizzato in molte industrie, tra cui quella dell’elettronica, dell’edilizia, dell’abbigliamento e della gioielleria.

La produzione di oro è aumentata costantemente negli ultimi decenni, con un aumento del 15% tra il 2008 e il 2018. La Cina è il principale produttore di oro al mondo, seguita dall’Australia, dagli Stati Uniti e dalla Russia. La domanda di oro è anche in costante aumento, grazie alla crescente prosperità delle economie emergenti, alla crescente popolazione mondiale e alla volatilità dei mercati finanziari.

Principali usi dell’oro nella storia moderna

Uno dei principali usi dell’oro oggi è nella produzione di gioielli.
L’oro viene utilizzato per creare anelli, orecchini, collane e braccialetti, e la sua bellezza e la sua rarità lo rendono molto prezioso: basti pensare che nel 2019, la domanda di oro per la produzione di gioielli è stata pari a circa il 40% della domanda totale di oro, con la maggior parte dei gioielli d’oro prodotti in India e in Cina.

L’oro viene anche utilizzato in molte altre industrie nelle sue varie leghe metalliche. Nell’industria elettronica, l’oro viene utilizzato per i contatti elettrici e per i circuiti stampati. L’oro è un buon conduttore elettrico e resistente alla corrosione, il che lo rende ideale per l’utilizzo in dispositivi elettronici come telefoni cellulari, computer e televisori. Nel settore dell’edilizia, l’oro viene utilizzato per decorare gli interni degli edifici, come per esempio nelle decorazioni a mosaico o nelle dorature.

L’oro è anche utilizzato nel settore medico, in particolare per la produzione di protesi dentarie, ma anche per la realizzazione di strumenti chirurgici. L’oro viene utilizzato per le sue proprietà di biocompatibilità, il che significa che non è tossico per il corpo umano e non provoca reazioni allergiche.

Oltre a queste applicazioni, l’oro ha un’importanza anche nel settore finanziario: l’oro viene spesso utilizzato come riserva di valore, ed è visto come un investimento sicuro durante i periodi di incertezza economica.
Molti investitori utilizzano l’oro come strumento di diversificazione del portafoglio, per ridurre i rischi di perdita in caso di crisi finanziarie.

Tutti i colori dell’oro

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Oro giallo, bianco, rosa, rosso, nero, grigio, verde, viola… sono tutte splendide varianti di questo metallo prezioso. Ogni tipo di oro offre un aspetto unico e caratteristiche uniche.

  Oro giallo: l’oro più utilizzato

L’oro giallo è la scelta classica per gioielli e accessori. Il suo colore caldo e luminoso è simbolo di ricchezza e prestigio. Con la sua lucentezza dorata, l’oro giallo è perfetto per esprimere uno stile tradizionale e sofisticato.

Conosciuto fin dai tempi dell’antico Egitto, l’oro giallo è sempre stato associato all’idea di splendore .Giallo è il colore del metallo in natura: molto intenso, tendente all’arancio, mantiene questa caratteristica nella sua versione pura, l’oro 24 carati, utilizzato principalmente per la realizzazione dei lingotti d’oro e delle monete da collezione .In gioielleria viene impiegato l’oro giallo 18 carati, realizzato con una lega composta per il 75% da oro e per il restante 25% da percentuali variabili di argento (7-12%) e rame (13 – 18%).Maggiore è la presenza di altri metalli, minore sarà l’intensità del giallo: nei gioielli di valore più contenuto, ad esempio, viene spesso utilizzato anche l’oro 9 kt, che contiene il 37,5% di oro e proprio per questo viene chiamato comunemente “oro 375”.

     Oro bianco: l’oro votato alla resistenza

L’oro bianco è un’alternativa elegante all’oro giallo. Il suo colore argentato e brillantezza sofisticata lo rendono perfetto per design moderni ed eleganti. L’oro bianco è spesso placcato con rodio per ottenere una finitura ancora più luminosa e resistente.

Se l’oro giallo è quello dal colore più tradizionale per la creazione di gioielli, nel tempo ha riscosso un sempre maggior successo l’oro bianco, da molti ritenuto più discreto e quindi più elegante.

Inventato nel 1800, l’oro bianco si è diffuso dalla fine degli anni ‘20 del Novecento: impiegato come alternativa economica al platino, che veniva utilizzato in ambito militare, ben presto è diventato il secondo materiale più utilizzato per i gioielli, dopo l’oro giallo. Negli ultimi decenni è diventato sempre più di tendenza, soprattutto per gli anelli di fidanzamento e le fedi nuziali.

Cosa contiene l’oro bianco? Partiamo dal presupposto che i gioielli in oro bianco sono spesso certificati a 18 carati- il cosiddetto oro bianco 750 – quindi la composizione è per il 75% oro e per il restante 25% nichel, palladio, manganese, argento o platino.

La lega di oro e nichel rende il metallo più resistente, ideale per anelli e spille, ma potrebbe causare allergie. La lega con il palladio, invece, dà vita a un oro più morbido ed è usata in gioielli che prevedono l’incastonatura di pietre.

Come anticipato, l’aspetto inconfondibile dell’oro bianco non è determinato tanto dalla sua composizione chimica, quanto dal processo di galvanizzazione, che riveste il gioiello di un strato di rodio o platino donandogli la tipica brillantezza.

Inoltre la rodiatura conferisce una maggiore resistenza al gioiello. Il rodio è tuttavia un metallo costoso, e il suo impiego nel processo di galvanizzazione tende a rendere i gioielli in oro bianco più cari delle creazioni in oro giallo.

La galvanizzazione è anche il motivo per cui, dopo un certo periodo di tempo, l’oro bianco inizia a diventare giallo: il rivestimento in rodio inizia a consumarsi, rivelando il colore più dorato della lega.

Il processo è determinato da vari fattori, come la frequenza di utilizzo del gioiello, il pH della pelle, l’utilizzo di detergenti aggressivi, ma anche elementi esterni come la qualità dell’aria e il livello di inquinamento dell’ambiente circostante.

   Oro rosa: l’oro degli Zar

perché era estremamente diffuso nell’impero zarista di inizio Ottocento.

Nel tempo si è diffuso anche in Europa e negli ultimi decenni è tornato particolarmente di moda: viene utilizzato per ogni tipo di gioiello, incluse le fedi nuziali, ideali per le coppie più originali.

Come si ottiene l’oro rosa? La sua composizione è determinata da una lega di oro, rame e spesso argento, in proporzioni variabili in base al valore del gioiello.

L’oro rosa 18 carati è composto di norma da un 75% di oro, un 20% di rame e un 5% di argento. Di minor valore – e quindi di costo più contenuto – sono i gioielli in oro rosa 12 kt, composti al 50% da oro e al 50% da rame.

L’unica differenza tra oro rosa e oro rosso è il colore, è determinato dalla composizione chimica.

L’oro rosa è una scelta romantica e affascinante. La sua tonalità rosa pallida è ottenuta aggiungendo una lega di rame all’oro. L’oro rosa dona un tocco delicato e femminile a qualsiasi gioiello, creando un look elegante e raffinato.

    Oro rosso: il fratello maggiore dell’oro rosa

L’oro rosso, noto anche come oro rosa intenso, è una scelta audace e distintiva. La sua tonalità calda e accattivante è ottenuta attraverso una lega di rame e argento. L’oro rosso è perfetto per coloro che vogliono distinguersi e aggiungere un tocco di originalità ai loro gioielli.

Scegli l’oro che meglio si adatta al tuo stile e personalità. Qualunque sia la tua scelta, sarai sicuro di indossare un metallo prezioso che rappresenta il lusso e l’eleganza.

Se l’oro rosa è composto da una lega di oro, rame e argento, l’oro rosso deve il suo colore più intenso a una composizione più pura: 75% di oro e 25% di rame, per i gioielli in oro 18 kt.

Come il suo simile rosa, l’oro rosso era particolarmente apprezzato dalla nobiltà russa: fu il celebre gioielliere Peter Carl Fabergé a favorirne la diffusione, utilizzandolo per alcune delle sue preziose uova decorative, nella seconda metà dell’Ottocento.

In Europa la moda dell’oro rosso prese piede a inizio Novecento, quando la maison Cartier realizzò una versione in oro rosso del suo celebre anello Trinity, nel 1924.

Negli ultimi anni la domanda di oro rosso è progressivamente aumentata, soprattutto nei Paesi dell’Est Asia. È utilizzato in tutte le tipologie di gioielli – orecchini, bracciali, collane, anelli di fidanzamento e fedi nuziali – ed è spesso abbinato a pietre preziose e diamanti.

Il suo valore è determinato, oltre che dalla composizione, anche dal retaggio aristocratico, dall’originalità e dalla rarità delle creazioni, e dalle caratteristiche fisiche: resistenza e durata nel tempo.

   Oro verde: l’oro degli Etruschi

l’oro verde ha radici molto più antiche tanto da essere chiamato anche oro etrusco.
La sfumatura verdastra tipica di questa lega metallica basata su oro, argento, rame e, talvolta, cadmio, era molto impiegata nell’antichità soprattutto per ornamenti delle case dei nobili.

Già noto nell’antichità, l’oro verde si ottiene con l’aggiunta di argento all’oro puro.

Il colore del metallo con questa lega è giallo-verdastro grazie a una composizione di 75% di oro, il 15% di argento, il 6% di rame e il 4% di cadmio. Esiste anche una tonalità verde chiaro ottenuta con una lega di oro al 75%, rame 23%, cadmio 2%. La presenza del cadmio, però, può spesso causare allergie.

    Oro viola: l’oro fragile per antonomasia

L’oro viola si ottiene con una lega che comprende un particolare tipo di alluminio. Questa unione però ha una resa più fragile rispetto alle altre leghe d’oro, motivo per il quale non viene utilizzato spesso: degli urti accidentali, infatti, potrebbero causare la frantumazione del metallo e, quindi, del gioiello. Spesso l’oro viola è impiegato solo per piccoli dettagli dei gioielli, assieme a oro più robusto di altre colorazioni. Si compone del 75% di oro e del 25% di un particolare tipo di alluminio.

    Oro blu: l’oro siderale

Molto raro ma dalla resa sorprendente, l’oro blu si ottiene con una lega di due metalli poco utilizzati in gioielleria: a una percentuale bassa di oro giallo (46%) si aggiungono gallio o indio. Anche in questo caso, è bene verificare di non avere allergie a questi due metalli. Si tratta dell’oro più utilizzato in abbinamento a pietre preziose che possono essere esaltate dalle tonalità fredde delle sfumatura di questo strano e stupefacente materiale: non a caso viene spesso associato alle correnti fredde. Si compone solitamente del 75% di oro e del 25% da ferro.

    Oro nero: il petrolio non c’entra

Quando si parla di oro nero è ormai consuetudine pensare al petrolio ma in realtà esiste anche una tipologia di oro che ne condivide il colore.
L’oro nero è ottenuto solitamente con una placcatura di rutenio oppure derivante dall’impiego di zolfo e ossigeno come anche dall’ossidazione del cromo oppure del cobalto.
Si tratta di un colore emozionale che genera un impatto significativo in chi ha modo di osservarlo e toccarlo tanto che ha avuto particolare successo negli ultimi anni grazie all’impiego dei designer più eclettici che ne apprezzano la particolare resa estetica.
L’oro nero ultimamente è stato ottenuto anche tramite la realizzazione di nanostrutture superficiali trattate via laser. Si compone solitamente del 75% di oro e del 25% da cobalto.

 Oro grigio: l’oro moderno

Il grigio è un colore utilizzato specialmente per gioielli dal design moderno.  Questo colore si ottiene con un mix di oro giallo e palladio oppure argento, manganese e rame. Più inferiori sono le quantità degli altri metalli, più il colore si avvicina maggiormente a quello dell’oro bianco. Si compone del 75% di oro e del 25% da argento, manganese e rame in quantità differenti talvolta utilizzando anche il palladio come rimpiazzo di alcuni di questi metalli.

Riconoscere l'oro vero e la punzonatura - Guida completa

 

  1. Esame visivo per valutare la purezza dell’oro

Per valutare la purezza dell’oro e per scoprire se un oggetto è solo oro placcato o addirittura contraffatto, il primo test da effettuare è quello visivo. Si usa una lente d’ingrandimento con cui si esamina attentamente il pezzo per controllare, innanzitutto, se c’è la presenza del famoso punzone, il segno che ne indica la purezza e il numero di carati. L’assenza del simbolo di autenticità può essere una prova della falsità dell’oggetto.

Tuttavia, se si tratta di un vecchio gioiello, è possibile anche che il punzone sia sbiadito nel tempo. Al contrario, è bene sottolineare che alcuni falsari riescono a riprodurre perfettamente i simboli che dovrebbero attestare la purezza dell’oro.

È possibile avere un oggetto d’oro non punzonato o punzonato. In questo caso è fondamentale effettuare una verifica approfondita per garantirne l’autenticità. Questo è estremamente importante per proteggere i tuoi investimenti, valutare accuratamente i tuoi beni e assicurarti di ottenere il giusto valore per l’oro che stai acquistando. Seguendo alcuni semplici consigli e procedure di seguito elencate, potrai capire se l’oro è autentico, garantendo la sicurezza finanziaria del tuo patrimonio.

Riconoscere il vero oro è possibile utilizzando test e test da fare comodamente a casa. Una premessa però è comunque d’obbligo: solo un professionista può risolvere ogni dubbio e stabilire con assoluta certezza se un oggetto è realizzato o meno in oro puro, quindi se può avere un valore significativo e rappresentare un’interessante forma di investimento. Quali sono i modi più comuni per riconoscere l’oro.

L’esame visivo deve, quindi, andare oltre. Va osservato anche lo stato dei bordi, dei lati e degli angoli, infine il colore. A volte, infatti, lo scolorimento imputabile all’usura può rivelare un metallo diverso dall’oro. E se ci sono tracce di ruggine, non ci sono più dubbi: il pezzo esaminato non è assolutamente d’oro.

  1. Mordere l’oro: morbido o duro?

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L’oro è un metallo relativamente morbido che, quando è veramente puro, si segna abbastanza facilmente. Per verificare se si tratta davvero di un vero pezzo d’oro, il test del morso è l’ideale: basta una una leggera pressione con i denti e, se dopo aver morso il gioiello, si notano delle piccole tracce, allora si può essere certi (o quasi!) che si tratti di oro.

Questo test non è del tutto infallibile, poiché ci sono gioielli che ricevono un bagno d’oro superficiale e che, per questo, si segnano pur non essendo di oro puro. Il test del morso è comunque utilissimo perché, a prescindere dalla purezza assoluta del materiale, esclude che si tratti di altro. Le leghe che assomigliano all’oro sono, infatti, molto più dure ed è estremamente difficile imprimere un segno con i denti su un oggetto contraffatto.

  1. Test oro e calamita

 

Tra i test utili per riconoscere l’oro vero da quello falso, ma che non garantiscono la certezza assoluta del responso, c’è quello della calamita. L’oro è un materiale con caratteristiche molto speciali, incluso il diamagnetismo. A differenza di molti altri metalli, l’oro non reagisce ai campi magnetici. Pertanto, se ci si avvicina all’oggetto in questione con una calamita sufficientemente potente, e ci si accorge che l’oggetto è attratto dal magnete, si può essere sicuri che non si è in presenza di oro.

  1. Test di galleggiamento

 

Tra i metodi più antichi per riconoscere un oggetto d’oro c’è il cosiddetto test di densità, o prova di Archimede che si basa su alcuni calcoli che ne determinano appunto la densità.

Il test di densità è affidabile solo ed esclusivamente per oggetti solidi, mentre perde di efficacia se l’oggetto da valutare presenta pietre preziose, inserti in altri metalli o cavità.

Per valutare l’autenticità e la purezza dell’oro con il test di Archimede occorrono:

una bilancia di precisione

una provetta graduata

un pennarello

una calcolatrice

Per procedere, basta riempire la provetta con acqua e segnare il livello con un pennarello. Si immerge, dunque, l’oggetto da valutare nell’acqua e si segna la nuova posizione del liquido all’interno del contenitore.Utilizzando la scala graduata, si appunta la differenza di volume d’acqua in millimetri.

La formula per calcolare la densità dell’oggetto è la seguente: ρ (densità) = m (massa) / V (volume).

Avendo il peso esatto dell’oggetto e il volume che corrisponde alla differenza in millimetri, si può facilmente calcolare la densità dell’oro. Si tratta di oro se si ottiene un risultato pari a 19 o molto vicino a questo valore.

  1. Oro sulla ceramica: striscia dorata o striscia nera?

 

Questa prova consente di valutare la purezza dell’oro ricorrendo a oggetti di uso comune realizzati in ceramica, ad esempio un piatto (non smaltato e non decorato) o una piastrella.

Procurati un piatto di ceramica non smaltato. Trova una superficie piana, come un piano di lavoro o un tavolo, su cui posizionarlo. Prendi saldamente l’oggetto d’oro tra le mani. Con attenzione, raschia delicatamente l’oggetto lungo la superficie del piatto di ceramica.

Ora, guarda attentamente: se compare una linea nera o una striscia, significa che l’oggetto non è oro o che è semplicemente placcato in oro.

Basta strofinare l’oggetto sulla ceramica: se lascia un segno che non è il colore dell’oro, ma anzi tende al nero, allora sarà sicuramente di altro materiale.

  1. Test dell’acido

 

Usare l’acido nitrico per confermare l’autenticità e la purezza dell’oro è un metodo quasi infallibile. Si tratta, però, di un processo molto delicato e persino molto pericoloso: questo acido può irritare le vie respiratorie e provocare gravi ustioni alla pelle. Per il test, occorrono guanti e maschera protettiva. Si posiziona l’oggetto su un piatto di acciaio inossidabile e vi si versano sopra alcune gocce di acido nitrico. Se non si ha nessuna reazione e il metallo rimane intatto, si tratta sicuramente di oro. Prima di iniziare il test, indossate guanti di gomma e occhiali protettivi per garantire la vostra sicurezza durante l’utilizzo degli acidi e dei materiali.

Una volta pronti ad eseguire il test dell’acido, seguite attentamente le istruzioni di seguito:

  • Posizionate l’acido per il test dell’oro direttamente sull’oggetto.
  • Praticate una piccola tacca sull’oggetto d’oro esponendo il metallo sotto la superficie, preferibilmente in un punto nascosto.
  • Mettete una goccia di acido nitrico direttamente sull’intaglio e osservate attentamente la reazione chimica. Se notate un’effervescenza verde, frizzante e fumosa immediata, significa che l’oggetto è probabilmente oro falso (contiene rame). In alcuni casi, l’acido può bruciare la placcatura o causare una decolorazione dell’oggetto. Se tale reazione si verifica, non sono necessari ulteriori test, poiché l’oggetto non è oro vero. Tuttavia, se la tacca assume un aspetto crema-latteo, ciò suggerisce che l’oggetto è oro-sopra-argento.
  • Se la macchia diventa più scura o simile all’oro arrugginito, molto probabilmente l’oggetto è di una caratura più bassa. In questo caso, se disponete di un kit speciale per il test dell’acido di caratura dell’oro, ripetete il test dell’acido iniziando con l’acido di caratura più alta e osservate i risultati fino a quando l’acido rimane chiaro come l’acqua. Una mancata reazione o una reazione lieve indicano che avete abbinato il giusto Karat dell’oro con l’acido corretto.

È fondamentale ricordare che quando si eseguono test con acidi di diverse carature, è necessario lavare via l’acido dall’oggetto nel bicchiere con acqua e bicarbonato di sodio prima di passare al test successivo. Successivamente, risciacquate l’oggetto nel bicchiere con acqua.

Per confermare l’autenticità dell’oro, il metallo autentico non reagirà con l’acido nitrico, lasciando una goccia di liquido chiaro sulla tacca senza cambiamenti di colore. Se si desidera effettuare un ulteriore test per l’oro autentico, potete utilizzare la miscela di acqua regia. Tuttavia, si consiglia di evitare di metterla direttamente sull’oggetto, poiché potrebbe danneggiarlo. Invece, effettuate un piccolo graffio con il vostro pezzo d’oro e mettete una goccia di acqua regia. Se l’oggetto si scioglie, è oro vero.

  1. Punzonatura oro cos’é?

 

I gioielli d’oro hanno origine nell’antica pratica di utilizzare i punzoni d’oro per garantire la purezza di questo prezioso metallo all’interno di un gioiello . Questi punzoni comprendevano il marchio dell’ufficio di saggio, responsabile di certificare la finezza o caratura dell’oro. Col passare del tempo, si aggiunsero anche i marchi identificativi dell’orafo che aveva creato il prodotto.

La punzonatura dei gioielli d’oro rappresentò la pionieristica tutela dei consumatori in Europa, risalente ai tempi dei re Luigi IX di Francia e Edoardo I d’Inghilterra nel 1200. Durante il periodo medievale, con l’emergere delle corporazioni artigianali in questi mercati europei dominanti, venivano incaricati saggiatori nominati dallo Stato per esaminare i prodotti in metallo prezioso. Questi saggiatori applicavano un marchio prescritto, e col tempo si aggiunsero i marchi personalizzati degli orafo e le date di produzione. Questi marchi divennero poi un requisito fondamentale per la vendita al pubblico degli oggetti in oro.

In molti Paesi, come l’Italia, l’India e la Cina, la punzonatura dei gioielli è volontaria. I produttori di oro applicano i propri marchi alle loro creazioni per attestarne l’origine e la caratura. Questa pratica ha radici antiche nei centri tradizionali dell’artigianato orafo italiano, come Arezzo, Vicenza, Valenza o Bassano del Grappa. Qui, il marchio di identificazione del produttore è composto da un numero e dalle prime due lettere della sua regione, ad esempio, 1 AR per Arezzo. In Svizzera, le punzonature oro dei gioielli è facoltativa, ad eccezione delle casse degli orologi in metallo.

Nel 1972, per standardizzare l’ispezione dei metalli preziosi, un gruppo di nazioni europee firmò la Convenzione di Vienna sul controllo della finezza e della punzonatura degli oggetti in metallo prezioso. La maggior parte dei Paesi europei aderisce al sistema di Vienna, mentre alcuni altri lo controllano. La Convenzione introdusse un marchio di controllo comune (CCM).

Ciascun Paese membro si impegna a consentire l’importazione di prodotti contrassegnati dal marchio CCM senza ulteriori test o marcature, a condizione che tali articoli siano normalmente idonei a ricevere un marchio nazionale. Per ottenere il marchio CCM, un metallo prezioso deve recare un marchio di finezza, un marchio di responsabilità e un marchio dell’ufficio di saggio. Di conseguenza, il CCM rappresenta un ulteriore marchio di protezione e qualità, garantendo ai consumatori l’autenticità e la purezza del metallo prezioso nei gioielli che acquistano.

Il “carato” è l’unità di misura della purezza dell’oro. Più alto è il carato, maggiore sarà la quantità di oro puro presente nella lega. I carati più comuni sono 10k, 14k, 18k, 22k e 24k.

Vediamo ora cosa rappresenta ciascun carato:

  • 24K: è la forma più pura di oro, ma è spesso troppo tenero per essere utilizzato nella gioielleria o in oggetti di uso quotidiano.
  • 22K: l’oro a 22 carati è puro al 91,6%.
  • 18K: l’oro a 18 carati è puro al 75%.
  • 14K: l’oro a 14 carati è puro al 58,5%.
  • 10K: l’oro a 10 carati è puro al 41,7%.
    1. Il Test della Lente d’Ingrandimento

     

    •      Il test della lente d’ingrandimento è il primo test casalingo che si può effettuare se si vuole determinare l’autenticità del tuo oro. Si tratta di un test semplice, che richiede solo l’oro e una lente d’ingrandimento. Il test implica un’attenta ispezione dell’oggetto d’oro con la lente d’ingrandimento per individuare alcuni indizi visivi essenziali:Come già detto in questo articolo su come prendersi cura dei metalli preziosi, l’oro è chimicamente inerte.

      Ciò significa che l’oro non reagisce a nessun fattore ambientale. Quindi, se si notano segni di scolorimento sull’oggetto, significa che si tratta di oro falso o placcato in oro. Questo vale soprattutto se si rilevano altri metalli sotto le aree decolorate.

      Anche il colore e la lucentezza possono essere un indizio importante perché l’oro vero ha un bel colore giallo tenue e non è molto lucido. Se il vostro oggetto d’oro è troppo lucido, troppo giallo o ha un’altra tonalità di colore (rossastro), allora non è oro puro.

       

      1. Il test della pelle

       

    • Uno dei modi più semplici per verificare la purezza dell’oro è il test della decolorazione della pelle. L’oro vero non lascia macchie o chiazze sulla pelle. Tuttavia, se si indossano gioielli falsi o si maneggiano lingotti d’oro contraffatti, la pelle potrebbe scolorirsi.

      Ecco come procedere: tieni semplicemente l’oggetto d’oro tra le mani per alcuni minuti. Se si tratta di oro falso, il sudore sulla pelle reagirà chimicamente con il metallo, provocando una decolorazione nera o verde. Questo accade perché l’oro falso contiene altri metalli nella lega che reagiscono con la pelle.

      Diversamente, se si tratta di oro vero, non si avrà alcuna reazione e la pelle rimarrà inalterata.

      Un’importante precisazione: per evitare interferenze nel test, è fondamentale testare l’oggetto d’oro su una zona della pelle che sia pulita e priva di trucco. Se si utilizza l’oro su una zona in cui è stato precedentemente applicato un fondotinta liquido o una cipria, potrebbe comparire una striscia nera sulla pelle, compromettendo il risultato del test.

      Se dopo aver effettuato il test sulla pelle pulita si osserva una colorazione nera o verde, allora l’oggetto è probabilmente oro falso.

      I metodi elencati sono utili ma, come ribadito più volte nei paragrafi precedenti, non sono infallibili. Troppe sono le variabili e i criteri da considerare per riconoscere l’oro vero! Solo un professionista può dire con certezza se si tratta o meno di oro puro. Quando si ha un minimo dubbio, la cosa migliore è rivolgersi a un Compro Oro, i cui specialisti hanno competenze e strumenti per valutare l’autenticità di qualsiasi oggetto.

      L’estrazione dell’oro

          

       Il processo di ricerca dell’oro non è affatto semplice. L’individuazione di fonti d’oro può richiedere diversi anni da parte degli esperti .L’oro si può trovare principalmente all’interno delle miniere o nei fiumi. L’estrazione è un processo estremamente complesso e dispendioso, composto da numerosi passaggi. Inizialmente l’oro insieme alle altre sostanze con cui è stato trovato, viene inserito all’interno di lunghi recipienti, in cui viene fatta scorrere acqua. Il materiale di scarto scorre via con l’acqua, mentre l’oro, essendo un metallo pesante, rimane nel fondo. Successivamente il materiale grezzo viene macinato e ridotto in polvere, per poi essere amalgamato con il mercurio, che genera il metallo prezioso. L’ultimo ma più importante passaggio è la lavorazione con una soluzione di cianuro potassico, che produce il metallo giallo finale.

      Dove trovare l’oro

      L’estrazione dell’oro è un’arte antica che risale a più di 6000 anni, riconducibile alla nascita delle prime civiltà in Mesopotamia. Da sempre la ricerca del posto ideale per iniziare ad estrarre l’oro è stata causa di migrazioni e conflitti. Le caratteristiche chiave dei luoghi dove generalmente si riscontra la presenza di oro sono rocce ignee e depositi alluvionali e sono sempre complicati da trovare.

      Cosa sono le rocce ignee?

      Le rocce ignee sono rocce calcaree sedimentarie che possono contenere tracce di oro ma anche di altri metalli. Trovare in natura rocce ignee ricche delle tanto agognate pagliuzze o pepite d’oro è sempre stato molto difficile.

      Dove cercare l’oro? Nei depositi alluvionali

      In alternativa la ricerca del prezioso metallo può essere effettuata nei depositi alluvionali, che non sono altro che filoni e vene che, grazie all’azione di agenti atmosferici ripetuti nel tempo, anno dopo anno, vengono erosi trascinando l’oro a valle.

      Estrarre l’oro dalla sabbia nei depositi alluvionali

      Per procedere con l’estrazione dell’oro si utilizza il mercurio, soprattutto se i depositi alluvionali hanno una forte consistenza sabbiosa. Il mercurio si lega con l’oro e lo estrae dal resto della roccia ed è questo un metodo per far venire l’oro in superficie per poi lavorarlo.

      Estrarre l’oro dall’acqua e dai fiumi

      Anche nell’acqua si possono trovare pagliuzze d’oro in quantità più o meno elevate. Per effettuare l’estrazione dell’oro nei fiumi è necessario procedere con una filtrazione e poi aspirarlo. Si tratta della tecnica estrattiva più semplice rispetto a quelle che necessitano di sforzi maggiori, scavi, impiego di manodopera e lavoro pesante, ma meno immediata da attuare vista la difficoltà di individuare la presenza dell’oro.

      L’oro non è puro al 100%

      Oltre alla difficoltà di individuare i luoghi di estrazione, dovete sapere che in natura l’oro non si trova in purezza, ma viene rinvenuto molto spesso legato ad altri metalli, come l’argento. Più l’oro estratto sarà puro, più alta sarà la valutazione in carati e quindi, di conseguenza, più elevato sarà il suo valore.

      Quale oro vale di più

      Il valore dell’oro non è determinato dal suo colore, ma dalla composizione: al di là dei metalli con cui viene realizzata la lega, a fare la differenza nel valore – e quindi nel costo – di un gioiello è la quantità di millesimi di oro puro nel prodotto. Gli elementi che vengono fusi con l’oro – come rame, palladio, argento, nichel, zinco, platino – incidono sulle caratteristiche fisiche della lega e ne determinano l’utilizzo (in base a una maggiore o minore duttilità) oltre che, ovviamente, il colore finale dell’oggetto prezioso.

      Ad esempio:

      Oro 8 kt contiene il 33,3% di oro
      Oro 9 kt contiene il 37,5% di oro
      Oro 12 kt contiene il 50% di oro
      Oro 14 kt contiene il 58,5% di oro
      Oro 18 Kt contiene il 75% di oro
      Oro 22kt contiene il 91,5% di oro
      Oro 24kt contiene il 99,99% di oro

      Di base non c’è un’apprezzabile differenza fra oro bianco, oro rosa e oro rosso a parità di caratura: l’oro bianco a 18 carati vale praticamente la stessa cifra dell’oro rosa a 18 carati.
      Questo accade perché il metallo prezioso che incide nella valutazione è l’oro e non i metalli addizionali ad esso uniti.
      Ecco perché quando si tratta di valutare un oggetto prezioso in oro, si determina la caratura dell’oro e la si rapporto alla quotazione dell’oro puro in modo da capire, percentualmente, quale sia il rapporto e il valore ipotizzato.
      L’unica eccezione al ragionamento è rappresentata da un possibile legame dell’oro con un metallo ancora più prezioso come potrebbe essere il platino o il palladio: ma questi composti non si trovano generalmente sul mercato.

       

      Le strategie per investire in Oro

       

      Per guadagnare tramite gli investimenti in oro bisogna adottare alcune strategie: quali sono i trucchi da applicare per investire in oro senza mai sbagliare?

      Lo studio del mercato e la decisione delle quantità

      Prima di investire in oro è bene fare uno studio approfondito del mercato, per scoprire se è un momento vantaggioso per il metallo prezioso oppure no. Le quotazioni dell’oro, infatti, seguono un andamento che ogni giorno può cambiare: è bene acquistare quando le quotazioni non sono elevatissime, permettendo poi all’oro di maturare nelle proprie mani. Quando si avrà bisogno di liquidità si dovrà cercare di vendere in un momento in cui si possono ricavare elevati guadagni.

      Anche decidere la quantità di capitale da investire in oro è un’operazione preliminare fondamentale. Se si ha un capitale di 20 mila euro è importante investire in oro circa il 10-20% della somma totale, diversificando gli investimenti per non perdere mai e per non vedere decimati i propri risparmi.

      Parola d’ordine: diversificare

      Anche all’interno delle stesse pietre preziose si possono fare delle diversificazioni di investimenti, decidendo per esempio di investire in oro e anche in diamanti, oppure in petrolio.

      La differenziazione degli investimenti è il primo passo verso la redditività: il mattone e l’oro, che sono capitali illiquidi, vanno sempre abbinati ad investimenti facili da liquidare, come i Buoni fruttiferi oppure le azioni di qualche società.

      In questo modo si ha sia un fondo stabile e duraturo che un capitale che può diventare spendibile in modo molto semplice.

      Azioni di aziende che estraggono e commercializzano materie prime

      Tra le strategie più conosciute per investire in oro c’è anche la possibilità di investire in questo metallo prezioso in modo secondario. Se si acquistano azioni di aziende che estraggono o commercializzano l’oro, infatti, si può dire di aver investito in oro, ma non si possiede la materia prima a casa propria.

      Questa scelta porta tutta una serie di fattori e di benefici, primo tra tutti la sicurezza di non dover tenere dentro casa o in una cassetta di sicurezza decine di lingotti d’oro.

      In seconda battuta, le azioni si basano sulle materie prime, quindi materiali che non perdono mai di valore, ma allo stesso tempo sono azioni: questo significa che non sono illiquide come i beni immobili e possono essere liquidate con una certa rapidità.

      Aste e vendite: tutti i modi per investire in oro

      Chi è un esperto conoscitore dell’oro può anche decidere di investire comprando pezzi alle aste o alle vendite di gruppo. In questo modo un conoscitore esperto può evitare la truffa, ma può anche riuscire a portare a casa pezzi di valore a prezzi competitivi, aspettando che il loro prezzo salga per poi rivenderli sul mercato al miglior offerente.

       

      Se non hai esperienza in questo settore, potrebbe essere consigliabile chiedere consiglio a un consulente finanziario che possa aiutarti a massimizzare il potenziale dei tuoi investimenti. La loro conoscenza ed esperienza possono aiutarti a navigare nelle complessità dell’investimento in oro e a prendere decisioni informate per ottimizzare i tuoi rendimenti.

      Fattori da considerare quando si acquista oro

      Se decidi di acquistare oro fisico, dovrai tenere a mente alcuni fattori:

      • Dove conservarlo: L’oro fisico deve essere custodito in un luogo sicuro, preferibilmente non in casa. È necessario conservarlo al riparo dall’umidità, da sostanze corrosive e da metalli come l’argento, che possono ossidarlo. Utilizzare un servizio di custodia, ad ogni modo, ha sempre un costo: le cassette di sicurezza della maggior parte delle banche, ad esempio, hanno un costo mensile compreso tra i 3 e i 4,5 euro per litro di capacità.
      • Assicurazione: Se decidi di conservare l’oro in casa, assicurati che la tua polizza di assicurazione domestica offra una copertura adeguata. Allo stesso modo, è bene verificare di essere coperti da un’assicurazione anche nel caso in cui ci si rivolga a un servizio di custodia.
      • Dove acquistarlo: Qualunque sia la tipologia di oro che intendi acquistare, è importante che ti rivolga a un rivenditore affidabile. Come anticipato, sul sito della Banca d’Italia è possibile consultare l’elenco degli operatori professionali in oro.
      • Purezza: La percentuale d’oro contenuta in un lingotto, in una moneta o in un gioiello ne determina il valore, perciò è sempre meglio optare per preziosi di elevata caratura (21 carati o superiore), sia perché contengono una maggiore percentuale d’oro, sia perché hanno meno probabilità di ossidarsi. Occorre tenere a mente, ad ogni modo, che l’oro a caratura più alta è meno durevole e necessita di maggior cura affinché non si graffi o deteriori.

      Cos’è esattamente un lingotto d’oro

         Chi vuole entrare in possesso dell’oro fisico e trarne notevoli benefici può tenere in seria considerazione l’ipotesi di puntare su un lingotto. Si tratta di un oggetto dalla conformazione simile a quella di un mattone, ma ovviamente in oro. La qualità e la purezza variano a seconda delle circostanze, ma ciascun lingotto dorato è costituito solo da un metallo da 24 carati, noto anche con la denominazione oro 999.

      Sono numerosi gli elementi in base ai quali è possibile scegliere un lingotto d’oro ben preciso. Le sue dimensioni possono essere variegate e si basano sullo standard di un’oncia, pari a circa 31 grammi. Di norma, si parte da un lingotto con pezzatura da 1 grammi in su, fino a un limite di oltre 12 chilogrammi. Il modello da 5 grammi è tra i più diffusi, con lunghezza e larghezza di 23 e 14 millimetri. Chi vuole osare di più può optare per pezzi da 20 grammi con misure di 31×18 millimetri.

      Il lingotto d’oro più pesante è quello da 12 chilogrammi e mezzo: non è l’aumento del peso a determinarne la quotazione di mercato, ma la diminuzione. Più un lingotto è leggero, maggiore è il suo valore intrinseco. Per esempio, 500 lingotti dal peso di 2 grammi costano molto di più rispetto a due lingotti che pesano 500 grammi ciascuno. Ciò avviene perché le spese relative alla produzione sono estremamente elevate. Importante è anche la purezza del lingotto, che dovrebbe superare la soglia del 99%.

      Dove comprare un lingotto d’oro

      Quando si decide di comprare un lingotto d’oro, è essenziale anche sapere dove farlo. Bisogna trovare un rivenditore sicuro e certificato, con un marchio di garanzia ben riconoscibile. Ancora oggi, alcune zecche non sono in possesso di simili requisiti e conducono verso strade poco piacevoli. Un qualsiasi banco metalli dotato delle apposite autorizzazioni può rivelarsi come una scelta valida e facilitare la buona riuscita di ciascun investimento.

      Allo stesso tempo, i compro oro hanno vissuto una notevole evoluzione nel corso degli ultimi anni e costituiscono un perfetto punto di riferimento per numerosi potenziali venditori privati. Un’azienda di ottima qualità sa valutare in maniera precisa e coerente ciascun lingotto che viene venduto, fornendo al cliente una quotazione ottimale per trarne i dovuti guadagni economici. Ogni oggetto viene analizzato senza lasciare nulla al caso e il cliente può ottenerne la massima soddisfazione.

      Perché investire in oro con i lingotti?

      Sono davvero numerose le ragioni in base alle quali sarebbe un’ottima idea quella di investire in oro con i lingotti. In primo luogo, quest’ultimo accorgimento garantisce una quantità superiore di once rispetto alle classiche monete, con la chance di farlo fruttare al meglio. Ciò avviene perché un lingotto costa meno di una moneta, che necessita a sua volta di lavori aggiuntivi e spese per la manodopera. Ogni incisione nasconde un prezzo da tenere d’occhio.

      Inoltre, i lingotti d’oro vengono conservati con maggiore facilità e non sono per nulla ingombranti, dato che le relative barre ne agevolano lo stoccaggio generale. Nel complesso, questi blocchi sono liquidi e possono essere condotti ovunque senza alcun impedimento, restando intatti anche a lungo termine. Un grande investitore che vuole massimizzare le scorte delle quali è in possesso può così usufruire di benefici non di poco conto.

      Quando si può guadagnare con un lingotto d’oro

      Un lingotto d’oro può garantire guadagni determinati dalla quotazione del metallo in tempo reale. Come detto in precedenza, i pezzi meno pesanti sono più redditizi perché hanno maggiori spese di produzione ai quali sottostare. Inoltre, un lingotto leggero può avere una maggiore quantità di potenziali acquirenti, incrementando le percentuali inerenti a un’offerta adeguata al contesto. Tutto ciò senza dimenticare un calo del rischio di contraffazione e la possibilità di effettuare una vendita senza dover eseguire alcun test specifico. Non resta altro da fare che attuare il metodo giusto per dar forma a investimenti ricchi di sorprese.

      I vantaggi dei lingotti d’oro

       Sono tante le persone che sono sempre più tentate di investire nell’oro, con l’obiettivo di farlo a un prezzo ridotto.

      Per raggiungere questo obiettivo, bisogna sicuramente optare per i lingotti d’oro, che non vengono sottoposti a processi produttivi e di imballaggio costosi come avviene, per esempio, per le monete.

      In generale, quindi, l’oro ha il grande vantaggio di conservare intatto il suo valore, anche nel lungo periodo. Anzi, in determinate occasioni può anche aumentare e questo dimostra come si tratti di un investimento sicuro, a patto che vengano rispettate alcune regole che vedremo in questo articolo.

      Tutti i vantaggi di investire in oro: scopriamoli insieme

      Per chi si chiede se sia ancora conveniente investire in oro, iniziamo con il dare alcune risposte ai dubbi principali.

      Innanzitutto, si tratta di un bene fisico che fornisce all’investitore la consapevolezza reale di possesso. In più, questa tipologia di metallo non può essere distrutto, nemmeno con l’usura di tanti anni.

      Ecco perché l’oro rappresenta uno dei metodi principali per conservare la ricchezza a lungo termine. Questo è un vantaggio anche in previsione di un lascito agli eredi, che in caso di bisogno hanno l’opportunità di convertire tale bene in contanti. Lasciarlo nella sua forma originaria, in ogni caso, permette di poterlo portare con sé ovunque.

      Ma quali sono i benefici specifici che offrono i lingotti d’oro. Quest’ultimi garantiscono ulteriore convenienza rispetto a gioielli e monete. Infatti, permettono agli investitori di ottenere più once, dato che per lo stesso peso il costo di acquisto è inferiore.

      Ciò è dovuto alla lavorazione dei lingotti oro che prevede meno difficoltà e manodopera. Altro vantaggio consiste nella più semplice conservazione. Rispetto alle monete, richiedono meno spazio, proprio perché progettati in origine per facilitarne lo stoccaggio.

      A tutti i vantaggi dell’oro si aggiungono, quindi, la riduzione dei costi di acquisto e di conservazione.

      Infine, un dettaglio non indifferente: i lingotti d’oro non sono soggetti a speculazione, fattore che dipende dal mercato. Il lingotto, infatti, non perde la sua preziosità che, invece, può soltanto crescere.

      Dimensioni dei lingotti d’oro: quali conviene scegliere?

      Chi desidera investire in lingotti oro può seguire alcuni consigli pratici, così da sfruttare al meglio l’investimento. Il primo passo è quello di partire dalla dimensione più adatta per la scelta del lingotto.

      Naturalmente, sul mercato si trovano diversi formati, che cambiamo per le dimensioni e la sottigliezza e, di conseguenza, anche per il peso.

      Si parte da 1 grammo o 5 grammi, per arrivare alle 400 once, formati che sono di solito riservati alle grandi banche centrali. La regola che vige intorno a questo mondo indica che maggiore è la grandezza del lingotto d’oro, minore è il premio. Quest’ultimo, infatti, viene calcolato in base ai costi di produzione, che per i lingotti più pesanti sono minori.

      Bisogna, però, prestare molta attenzione, perché pensare di comprare un taglio pesante corrisponda a una maggiore convenienza è riduttivo. La realtà, infatti, è abbastanza differente.

      Occorre tener conto del fatto che i lingotti oro grandi, rispetto a quelli di piccole dimensioni, non possono essere divisi. Cosa vuol dire? Che nel caso di volontà di cessione si dovrà vendere, in un solo colpo, una fetta sostanziosa del proprio patrimonio.

      La scelta più pratica è quella di optare per i tagli piccoli, che permettono di ricevere una somma più aderente ai propri bisogni.

      In più, c’è il vantaggio di poter trovare con più facilità il pubblico interessato all’acquisto, dato che non tutti hanno grandi disponibilità economiche per permettersi di comprare lingotti oro di grandi dimensioni.

      Infine, ricordiamo anche il rischio minore di contraffazione per i tagli piccoli di lingotti. In conclusione, tutti questi vantaggi vanno valutati considerando che per i lingotti grandi, invece, si paga un premio minore all’acquisto.

      I dettagli da valutare per una scelta accurata dei lingotti d’oro

      Oltre agli elementi che abbiamo analizzato fino a questo momento, quando si decide di investire in lingotti oro, occorre tener conto di altri fattori.

      La sola scelta del taglio giusto, infatti, non basta per un acquisto di qualità. Si devono, invece, valutare altri dettagli, che hanno tutti un peso non indifferente.

      Per esempio, i lingotti d’oro non sono tutti uguali. I marchi, anche in questo caso, contano. Meglio scegliere brand riconosciuti, che diano l’assoluta certezza di entrare in possesso di un prodotto di primo livello, con marchio di garanzia e timbratura corretta.

      Quando non si ottengono tali informazioni, ci si potrebbe trovare di fronte a lingotti d’oro non puri, o realizzati con metalli di bassa qualità. Tali dettagli influiscono, naturalmente, anche a lungo termine sullo sfruttamento del proprio investimento. In caso di bisogno, infatti, un lingotto certificato e di qualità premium è più facile da vendere.

      Investimento in Argento Platino e Palladio

      Cerchi di investire ma non sei sicuro di cosa comprare? Ecco la nostra scelta di investimenti . Prima di tutto bisogna essere consapevoli che le vendite di lingotti di Argento, Platino e/o Palladio sono assoggettate a I.v.a. del 22%, che un privato perderà nel momento che vuole realizzare il capitale investito.

      1. 1oz Maple/ Foglia d’Acero Canadese
        Il dollaro canadese la moneta d’argento piú venduta. É il prodotto scelto dagli investitori che cercano alta flessibilitá pagando un margine minimo sul prezzo di mercato. Tra i piú comuni al mondo, facile da custodire e conservare. Peso Totale: 31,11 gr. Argento puro, 999.0.

       

       

      1. 1oz Britannia
        La Britannia é senz’altro una moneta ben conosciuta e maggiormente scelta nel Regno Unito. Peso Totale : 31,11 gr. Argento puro, 999.0.
      2.     Lingotto da 1 Kg

      I lingotti da 1 Kg sono i piú popolari tra gli investitori che preferiscono questo tipo di prodotto
      alle monete perché in cerca di diversa flessibilitá o di diversificare il proprio portfolio. Purezza: Argento puro, 999.0.

      4.1oz Eagle / Aquila Americana

      Il dollaro americano é una celebre moneta da investimento, riconosciuta per lo storico design. Peso Totale: 31,11 gr. Purezza: Argento puro, 999.0.

      5.  Moneta di palladio  Foglia d’Acero (Maple Leaf)

      La moneta di palladio Foglia d’Acero (Maple Leaf) canadese è la moneta di platino ufficiale del Canada . È una delle poche monete in palladio in circolazione ed è composta da palladio puro al 99,95% (0,9995). Le prime monete sono state prodotte nel 2005 e sono tutt’ora prodotte.

      6.  Britannia di Platino 1oz 2024

      La moneta Britannia da 1oz in platino del 2024 contiene 31,1 grammi di platino con una purezza di 999,5. La moneta proviene direttamente dalla raffineria della Royal Mint di Llantrisant, in Galles, e continuerà a essere la scelta preferita degli investitori in platino.

      Il disegno sul rovescio presenta la classica immagine di Lady Britannia, dea della mitologia romana e personificazione della Britannia, che regge uno scudo e un tridente. Il design include caratteristiche di sicurezza avanzate che hanno reso queste monete tra le più sicure al mondo. Queste sono:

      Onde microdettagliate sullo sfondo della moneta
      Lo scudo di Britannia caratterizzato da ulteriori dettagli di linea
      Testo latino inciso sul bordo interno
      Un ologramma che cambia tra un lucchetto e un tridente.

      Il dritto presenta il ritratto di Sua Maestà il Re Carlo III, opera di Martin Jennings. Questa moneta ha corso legale nel Regno Unito, con un valore nominale di 100 sterline.

      Guarda i lingotti che facciamo noi…

      Le monete da investimento

      Vediamo cosa è una moneta da investimento. Si intendono con questo termine tutte le monete fatte di metalli preziosi, quali l’oro e l’argento, che sono destinate agli investitori.

      Le monete da investimento sono diverse dalle monete numismatiche in quanto il valore di una moneta da investimento viene calcolato in base al peso del metallo con cui è stata coniata, quanto più puro sia, mentre il valore di una moneta numismatica è calcolato in base alla sua rarità e può quindi essere superiore, anche di molto, al valore del suo metallo.

      Quindi le monete da investimento sono quelle coniate in oro, in argento o in platino e sono in genere ben realizzate, rifinite nei dettagli e fior di conio, ossia come se fossero state appena immesse nel mercato.

      Le monete da investimento possono essere di vari formati: un’oncia, metà o un quarto o un decimo di oncia.

      Il loro contenuto, ossia la quantità di metallo prezioso e la purezza, possono variare in funzione dello stato che la produce.

      Vediamo ora quali sono le migliori monete per un investimento.

      La prima moneta è stata il famoso Krugerrand d’oro, creata in Sud Africa nel 1970 e da allora molti paesi hanno deciso di coniare la propria moneta d’oro.

      Oggi l’elenco delle monete da investimento è davvero lungo:

      • American Eagle (Stati Uniti): contraddistinta dalla famosissima immagine dell’aquila simbolo dell’America, è la moneta da investimento più significativa degli Stati Uniti d’America. Ha un valore nominale di 50 dollari ed è considerata una delle migliori monete d’oro da investimento.

      • Maple Leaf (Canada): in assoluto tra le monete da investimento più commercializzate sul mercato, è contraddistinta dalla caratteristica foglia d’acero simbolo del Canada. Sul mercato è riconosciuta come una delle monete d’oro più belle e prestigiose, anche perché è stata praticamente la prima ad essere coniata con una purezza del 99,9%, quindi a 24 carati.

      • Kangaroo (Australia): chiamata anche Nugget (pepita), dal 1986 e fino al 1989 rappresentava proprio una pepita. Nelle emissioni successive è stato invece raffigurato un canguro rosso, considerato più rappresentativo del Paese. Realizzata a 24 carati si contraddistingue per la tiratura limitata e il fatto che ogni anno viene coniata con un nuovo motivo.

      • Filarmonica (Austria): emessa per la prima volta nel 1989, è in assoluto una delle monete da investimento più vendute ed apprezzate al mondo. È stata la prima moneta del genere ad essere emessa con valore nominale in euro, mentre fino al 2002 era coniata in scellini.

      • Panda (Cina): ogni anno il design di queste monete viene rinnovato, caratteristica che incrementa il valore numismatico. Ciò rende questa moneta da investimento una delle preferite dai collezionisti, oltre che dagli investitori naturalmente.

      • Sterlina d’oro (Inghilterra): il Gold Sovereign, il vero nome di questa notissima moneta d’oro, è da considerarsi in assoluto una delle migliori monete da investimento sul mercato grazie alla sua storia e ovviamente il prestigio del paese emittente.

      • Marengo (Italia):  è stato emesso per la prima volta nel 1801 per festeggiare la vittoria francese sugli austriaci dell’anno precedente e per questa ragione viene chiamato anche Napoleone. Relativamente alle emissioni dello Stato italiano, è stato coniato dal 1861 al 1923, ma non in maniera continuativa, il che lo rende una moneta con un forte valore numismatico.

      La funzione di una moneta da investimento può essere compresa considerando la definizione data dalla zecca negli USA, ossia che è valutata in funzione del peso del metallo prezioso.

      Mentre le monete commemorative o numismatiche vengono valutate per la tiratura, la condizione (valgono di più se sono fior di conio), per la rarità e l’età.

      Le monete da investimento possono essere acquistate da coloro che vogliono un sistema semplice per poter investire nel mercato dell’oro, argento e platino.

      Il valore di una moneta da investimento

       

      Le monete da investimento si considerano sempre “fior di conio” poiché sono vendute per investimenti e il prezzo è basato sul valore del loro metallo prezioso.

      Non esistono delle monete davvero rare poiché la zecca ha interesse a coniarne in grande quantità per evitare che esse possano essere meno frequenti e creare un disequilibrio, poiché il loro prezzo potrebbe superare il valore del metallo.

      Tuttavia esistono monete da investimento piuttosto rare, in quanto coniate appositamente in occasione di eventi importanti relativi a un paese o a un determinato momento storico.

      Si tratta di monete a tiratura limitata che sono immesse sul mercato proprio per l’acquisto da parte di collezionisti.

      Esse sono note come monete di tipo “proof” e non si considerano propriamente come monete da investimento sebbene abbiano valore per il metallo prezioso.

      Le monete da investimento possono anche avere un prezzo superiore al valore del loro metallo prezioso poiché di solito si applica sul mercato un sovrapprezzo che varia dal 3 al 15% in funzione della loro grandezza.

      La maggiorazione è dovuta al costo per la produzione, l’assicurazione, lo stoccaggio e la movimentazione della moneta, tutte attività fondamentali per immettere la moneta sul mercato.

      Per quanto riguarda le monete da collezione,  queste vengono regolarmente quotate in base alle quotazioni in tempo reale dei metalli di cui sono fatte. Ma la loro caratteristica più importante è quella di avere un valore che si rivaluta nel tempo, con oscillazione al rialzo o al ribasso non eccessive. Le possibilità di perdita sono ridotte al minimo, mentre le possibilità di guadagno sono molteplici perché dipendono essenzialmente dalle possibilità di aumento di valore che queste monete hanno agli occhi dei collezionisti e dai prezzi che vengono battuti alle aste per aggiudicarsele. L’investimento in monete da collezione può essere fatto comprando monete d’oro, d’argento, di bronzo, o un mix di monete di materiali diversi, per diversificare l’investimento.

      Conviene investire in monete? Pro e contro

         Per rispondere a questo quesito andiamo a considerare quali sono i pro e i contro dell’investire nelle monete.

      Vantaggi

      • conservazione;
      • liquidità;
      • valore;
      • presenza di certificazione;
      • rendimento costante
      • facilità nell’acquisto.

      Svantaggi

      • investimento a lungo termine;
      • presenza di commissioni per la vendita;
      • richiesta di un certo capitale.

      Tra i primi punti a favore devi valutare la conservazione: è più pratico custodire e trasportare un gruppo di monete rispetto a un lingotto d’oro o d’argento. Inoltre, hai un bene che ha comunque una liquidità immediata.

      Infatti, le monete in oro e in argento possono essere subito cambiate in quelle FIAT. La procedura è più complessa per quelle rare e antiche, dato che devi trovare un appassionato, ma comunque il mercato ti offre diverse opportunità.

      Altro aspetto da considerare è il loro valore, strettamente connesso alla liquidità. In linea di massima, una moneta d’oro avrà una quotazione più alta dal 5 al 15% rispetto all’oro, mentre quelle antiche e rare, incrementano il loro prezzo nel tempo.

      Dall’altro lato sono presenti anche degli aspetti negativi. Ad esempio, quando investi in monete devi considerare che si tratta di un’operazione a lungo termine, che blocca una certa quantità del tuo capitale nel tempo.

      Inoltre, anche se puoi acquistare una Golden Eagle americana pure a 50€, per ottenere un investimento valido, dovrai impiegare una parte della liquidità del tuo portafoglio. Infine, su tutte le operazioni che andrai ad effettuare, si applicano delle commissioni.

      Monete d'oro e d'argento: Proof, Brillanti Non Circolate (BU) e Bullion

      Esistono tre tipi di coniatura per monete d’oro e d’argento: Proof, Brillanti Non Circolate (BU) e Bullion. Di seguito puoi apprendere i tratti distintivi di ciascuna e gli impressionanti standard coinvolti.

      Per fare una moneta di metallo prezioso devi tagliare una parte di un foglio di metallo. Questi sono lavati e asciugati pronti per essere stampati con il disegno della moneta. Gli esperti scelgono gli spazi vuoti di migliore qualità per le monete Proof e il quelli di qualità simile per le monete Brilliant Uncirculated, mentre il resto diventa monete Bullion.

      Monete Proof o da collezione

      Una moneta Proof è la migliore qualità di moneta che una zecca possa produrre. Queste sono monete da collezione e di solito sono prodotte come oggetto commemorativo. Hanno una coniatura quantitativa limitata e un valore più alto per via della quantità di lavoro manuale coinvolto nel processo di produzione.

      Le monete proof vengono scolpite con stampi rifiniti a mano chiamati stampi. Questi sono incisi da esperti, che intagliano l’immagine inversa della moneta. Una macchina quindi scolpisce o timbra la parte liscia della moneta sei volte, stampando un’immagine perfetta del modello.

      Il processo è lento e le zecche possono gestire solo 50 monete proof all’ora a causa della quantità di ispezioni e pulizia coinvolte nella produzione di una moneta perfetta.

      Monete Brillanti Non Circolate

       

      Le monete di qualità molto prossime alle proof sono dette Brillanti Non Circolate (in inglese Brilliant Uncirculated, abbreviate in BU). Le monete di questo calibro avranno spesso le lettere BU, B.U, o B.UNC accanto al nome del prodotto, anziché dire esplicitamente che sono Brillanti Non Circolate.

      Queste monete non sono rifinite a specchio come le monete Proof, ma sono eccezionalmente ben scolpite per una finitura nitida, dettagliata e un’alta lucentezza.

      Le zecche usano matrici rifiite a mano per scolpire anche queste monete. Vengono scolpite due volte e gli spazi vuoti delle monete vengono inseriti nello atampo a macchina, piuttosto che a mano. Questo accelera il processo fino a 100 monete all’ora.

      Monete Bullion o da investimento

      Le monete bullion sono il tipo più comune di moneta di metallo prezioso. Sono prodotte in serie per essere convenienti e sono preziose in base al peso del metallo puro contenuto durante la produzione.

      Queste monete offrono una finitura brillante. Sono non circolate e scolpite una volta durante il processo di conio.

      Qual è la moneta migliore?

      .Tutti e tre gli standard di monete citati sono molto simili. Le monete bullion sono l’opzione più economica, mentre la proof e la brillante non circolata offrono una finitura di qualità superiore, ma i disegni sono tutti uguali indipendentemente dallo standard di produzione, così come il peso e la purezza della moneta.

      Come acquirente, la tua domanda è: quanti soldi sei disposto a spendere? Le monete bullion sono le più convenienti, ma le monete di proof sono di più alta qualità e più rare. Le Brillanti Non Circolate sono una via di mezzo; non comuni e limitate nella produzione, ma con un lavoro extra nella creazione.

      Una semplice linea guida è quella di non spendere più di quanto non ti senta a tuo agio. Investire in un raro oggetto da collezione può essere una buona cosa, ma cerca accuratamente le monete prima di acquistarle.

      Compravendita oro per investimento: la dichiarazione delle plusvalenze

       

      La compravendita dell’oro è una pratica antica quanto la storia stessa delle economie globali. Sia investitori privati che aziende, da sempre, hanno fatto riferimento all’oro come rifugio sicuro o come asset di investimento.

      Vediamo insieme il funzionamento della compravendita dell’oro in Italia, dedicando particolare attenzione alla regolamentazione fiscale.

      Cosa si intende per compravendita di oro

      Quando si parla di compravendita oro ci si può riferire sia all’oro fisico (come lingotti e monete) sia ai prodotti finanziari legati all’oro (come i fondi quotati in borsa).

      Mentre l’oro fisico è tangibile e richiede una gestione logistica e concreta del prodotto, i prodotti finanziari legati a questo asset permettono di investire sull’andamento del prezzo dell’oro senza possederlo fisicamente.

      Come funziona la compravendita di oro

      La compravendita di oro per investimento prevede la vendita e l’acquisto di oro nella prospettiva che il suo valore aumenti nel tempo, in base agli andamenti del mercato.

      Sebbene l’oro non offra dividendi come le azioni, infatti, possiede l’innegabile vantaggio di tutelare l’investimento dai rischi dell’inflazione e dalla volatilità dei mercati azionari.

      Tassazione oro fisico: cosa prevede il regime fiscale in Italia

      Investire in oro, in Italia, è particolarmente consigliato anche per un altro fattore: la normativa prevede l’esenzione IVA per l’oro da investimento. Oltre alle dinamiche che determinano la compravendita dell’oro è quindi fondamentale capire anche cosa si intende per oro da investimento.

      L’articolo 1 della legge n.7 del 17/01/2000 stabilisce che rientrino in questa categoria:

      • “lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell’oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli”;
      • “le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto”.

      Questo distingue l’oro da investimento da altri beni di consumo o da investimento, per i quali l’IVA è normalmente applicabile.

      Compravendita oro per investimento: la dichiarazione delle plusvalenze

      Tuttavia è essenziale ricordare che, in caso di vendita dell’oro da investimento, si devono dichiarare le eventuali plusvalenze realizzate.

      Se manca la documentazione comprovante il valore dell’acquisto, la tassazione separata del 26% dovrà essere calcolato sull’intero valore della vendita; se invece avete la documentazione d’acquisto, il 26% verrà calcolato solo sulla differenza tra acquisto e vendita.
      È dunque fondamentale conservare la documentazione di acquisto del vostro Oro da Investimento.

      Per avere una panoramica esaustiva, aggiornata e puntuale del regime fiscale previsto per la compravendita di oro da investimento, affidati a professionisti del settore: i  nostri consulenti sono a disposizione per fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno, sicure e verificate.

      Le tecniche di lavorazione dell’oro

      L’oro è un metallo estremamente malleabile. Questo ha permesso agli artigiani, nel corso dei secoli, di lavorarlo finemente, fino a creare dei veri e propri capolavori. Dal momento in cui viene estratto al giorno in cui arriva al dito, al collo o al polso di una persona, la pepita d’oro cambia radicalmente aspetto. Molte sono le tecniche mediante le quali l’oro viene lavorato, ma il primo passo della trasformazione della pepita in gioiello è la fusione. Successivamente l’oro fuso viene colato in uno stampo; ecco i due metodi principali.

      Fusione a cera: è utilizzata per creare oggetti piccoli o gioielli. Si crea un modello dell’oggetto in cera e lo si ricopre di materiale duro; si scalda il tutto in modo che la cera coli via dallo stampo e al suo posto si cola l’oro fuso. Una volta raffreddato, si rompe il materiale dello stampo e si passa a rifilare a mano il gioiello così ottenuto.

      Fusione a matrice: era utilizzata soprattutto per la creazione di bassorilievi. In questo caso si crea direttamente la matrice in cui si cola l’oro fuso.

      La fusione è sicuramente la tecnica di lavorazione dell’oro più conosciuta. Tuttavia, ne esistono molte altre: di seguito un elenco di quelle più utilizzate.

      Cesellatura. Il gioiello viene inciso con un cesello, un attrezzo apposito, per creare disegni precisi ed elaborati.

      Smaltatura. Alla superficie metallica si applica uno smalto, un tipo di vetro creato apposta per questa applicazione, che poi viene fuso. In questo modo lo smalto produce sull’oro uno stupefacente disegno decorativo.

      Lavorazione a sbalzo. Consiste nel martellamento della superficie dell’oro, e consente di creare righe e scanalature. È uno dei più antichi metodi di lavorazione dell’oro.

      Legando, in proporzioni determinate, l’oro con altri metalli si ottengono vari colori.

      Per esempio unendo con del palladio avremo oro bianco, con del rame avremo un bel rosso, verde con l’argento e blu con il palladio.

      Fino ad arrivare ad un particolare rosa con opportune aggiunte di argento e rame.

      Al discorso del colore si lega la tecnica di lavorazione dell’opacizzazione che, scurendo o rendendo opache determinate parti della superficie dorata, crea degli effetti decorativi molto particolari, che spiccano al contrasto con le parti di oro rimaste lucide.
      Sottili lamine di oro possono essere utilizzate anche per ricoprire metalli di altra natura: è questa la tecnica della doratura, capace di ottenere effetti particolarmente piacevoli. Sulla stessa falsariga funziona il procedimento dell’intarsio, chiamato anche “damascatura” dalla città di Damasco che, nel periodo del Medioevo, sviluppò notevolmente tale procedimento.

      Sono due le tecniche principali di lavorazione dell’oro. La filigrana e la granulazione. L’oro è un metallo che può essere ridotto in fili sottilissimi. Un solo grammo d’oro può svilupparsi con le tecniche di oggi in un filo sottile lungo due chilometri e mezzo. Questi fili venivano saldati su lamine dello stesso metallo nel disegno artistico voluto dall’orefice.

      L’altra tecnica è quella della granulazione. Si trattava di ottenere delle perfette piccole sfere di oro facendo scaldare alla temperatura dovuta piccole scagliette dello stesso metallo miste a polvere di carbone. Terminata l’operazione si lavava il tutto con acqua che raffreddava l’oro e portava via il carbone. Queste piccole sferette venivano poi saldate alla lamina d’oro di supporto con una lega a fusione più bassa tipo oro e argento. Di questa tecnica molto antica ci giungono testimonianze dalla Mesopotamia e gli Etruschi ne fecero largo uso. Guarda i nostri video  DI LAVORAZIONE ORO…

      Come si fanno i lingotti d'oro

      lingotto oro target

      Dai reperti storici sembra che la fusione fosse già conosciuta e praticata nel 4000 a.C. ma la prima testimonianza, entrata a far parte della memoria collettiva, è senz’altro legata all’episodio biblico del vitello d’oro, intorno all’anno 1000 a.C. quando in Egitto regnava il faraone Ramses II. Secondo quanto narrato nel libro dell’Esodo, gli Ebrei raccolsero e fusero oggetti d’oro a cui diedero la forma di un vitello.

      Oggi, come allora, la fusione è una tecnica di lavorazione del metallo, necessaria per realizzare oggetti di forma e di peso differenti. Per ottenere un lingotto, si può riciclare l’oro usato, non più utilizzabile in commercio, che viene pesato e messo in un crogiolo di graffite. Il forno, generalmente a induzione, viene portato ad una temperatura superiore ai 1050°, punto di fusione dell’oro, e si aggiunge dell’acido borico. Quando l’oro inizia a fondere, si utilizza una bacchetta di graffite per mescolare il composto. Contemporaneamente si fa riscaldare la formella (o la staffa) che dovrà accogliere l’oro fuso, in modo che il metallo non subisca uno choc termico. L’oro sarà completamente fuso quando non fuoriuscirò più fumo e il crogiolo sarà diventato incandescente. A questo punto avviene la “colata”: l’oro fuso viene versato nella formella calda e si lascia raffreddare. Durante questa fase, il metallo giallo si solidifica e, per effetto del raffreddamento, si contrae, perdendo circa il 5% del suo peso iniziale.

      Il materiale di scarto viene rimosso e la superficie viene levigata da una piallatrice o limatrice. In una vasca di decantaggio con acido nitrico, l’oro viene ripulito da eventuali residui. Nell’ultimo passaggio, il lingotto viene inserito in un’altra vasca con soda e bicarbonato e risciacquato con acqua demineralizzata.

      La legge stabilisce che il lingotto, prima di essere venduto come oro da investimento, deve essere marchiato con il nome del produttore, il peso e la purezza. Il commercio di lingotti è un servizio riservato agli istituti di credito e agli operatori del settore, riconosciuti dalla Banca Centrale. Ecco perchè si consiglia di utilizzare solo i compro oro autorizzati ed in possesso dei requisiti previsti dalla legge.

      Prima di essere fuso, l’oro lavorato deve essere sottoposto al “saggio” ossia al sistema di identificazione dell’oro presente negli oggetti preziosi. Esistono diversi tipi di analisi, ma le più comuni sono:

      Il saggio alla tocca, la prova al fuoco detta anche coppellazione, e la spettrometria ai raggi X. Per la sua semplicità, il “saggio alla tocca” è il metodo usato con maggiore frequenza, ed ha un’affidabilità vicina al 90% che dipende molto dall’esperienza del gioielliere. S’inizia facendo strisciare l’oggetto che s’intende saggiare su una pietra lavica, detta anche pietra paragone. Sulla traccia lucida lasciata per effetto di questo strofinamento, si fanno cadere poche gocce di acido nitrico, noto per la sua proprietà di allontanare gli altri metalli dall’oro. Infatti, grazie a questa reazione chimica, sulla pietra paragone resterà solo la traccia del metallo nobile, dalla quale si ricaverà il titolo e la caratura dell’oggetto.

      La “coppellazione”, invece, è un metodo più lento e più invasivo. Il campione da esaminare, avvolto in uno strato di piombo, viene messo in un crogiolo fatto di materiale poroso, la coppella, ed introdotto in un forno a 1150°: Con un calore così elevato, Il piombo attira a sé gli altri metalli non nobili, isolando l’oro. Dopo un trattamento con l’acido nitrico, finalmente l’oro è pronto per essere lavato, asciugato e pesato. Usata dai banco metalli più all’avanguardia, la “spettrometria” si serve di rivelatori di raggi X al silicio e di un software dedicato all’analisi di leghe preziose, tarato su parametri fondamentali. Questo screening è molto preciso perchè gli spettrometri analizzano la lega aurea con accuratezza, secondo gli standard convenzionali.

      Guarda il video come nasce un lingotto…

      Investire in oro / pro e contro

       

      Pro:

      Piena liquidità

      Risparmiare in oro fisico ti fornisce un asset altamente liquido. Ciò significa che puoi facilmente convertire il tuo oro in contanti. L’oro è riconosciuto a livello globale come un bene prezioso ed esiste un mercato ben consolidato per l’acquisto e la vendita di oro, rendendo relativamente facile convertire le proprie riserve auree in contanti.

      Protezione contro le incertezze politiche

      L’oro è spesso considerato un bene rifugio perché non è soggetto a incertezze politiche. In tempi di instabilità geopolitica o turbolenza economica, il valore delle valute e di altre attività finanziarie può essere volatile. Tuttavia, l’oro tende a mantenere il suo valore e può fungere da copertura contro l’inflazione, le fluttuazioni valutarie e i rischi politici.

      Diversificazione del portafoglio

      Investire in oro ti consente di diversificare il tuo portafoglio di investimenti. La diversificazione è una strategia che prevede la distribuzione degli investimenti su diverse classi di attività per ridurre il rischio. L’oro ha storicamente mostrato una bassa correlazione con altri asset finanziari come azioni e obbligazioni, il che significa che il suo valore spesso si muove indipendentemente da questi asset. Includendo l’oro nel tuo portafoglio di investimenti, puoi potenzialmente ridurre il rischio complessivo del portafoglio e migliorare la stabilità.

      Conservazione del valore

      L’elevata densità di valore dell’oro significa che una piccola quantità di oro può valere una notevole quantità di denaro. Ciò rende relativamente facile immagazzinare oro fisico. A differenza di altri beni come immobili o grandi quantità di materie prime, l’oro può essere conservato in una piccola cassetta di sicurezza o anche a casa senza richiedere molto spazio. Questa comodità e portabilità rendono l’oro una scelta popolare per le persone che desiderano immagazzinare ricchezza in una forma compatta e sicura.

      Contro:

      Nessun reso garantito

      Gli investimenti in oro non hanno rendimenti garantiti. Sebbene storicamente l’oro abbia mantenuto bene il suo valore nel lungo periodo, il suo prezzo può essere soggetto a fluttuazioni significative nel breve termine. Il valore dell’oro è influenzato da vari fattori come la domanda di mercato, le condizioni economiche e il sentiment degli investitori. Pertanto, non vi è alcuna garanzia che il vostro investimento in oro genererà un rendimento positivo.

      Alta correlazione con il dollaro

      Poiché l’oro è scambiato a livello globale in dollari USA, esiste un’elevata correlazione tra i due. I prezzi dell’oro sono spesso influenzati dalla forza o dalla debolezza del dollaro USA. Quando il valore del dollaro USA aumenta, il prezzo dell’oro in termini di dollari tende a diminuire e viceversa. Questa correlazione significa che le variazioni del valore del dollaro possono influire sul valore del tuo investimento in oro.

      Requisiti di conservazione e assicurazione

      Se scegli di investire in oro fisico, come lingotti o monete, devi considerare i costi e la logistica legati alla conservazione e alla protezione del tuo investimento. L’oro fisico deve essere conservato in un luogo sicuro, come la cassetta di sicurezza di una banca o una cassaforte domestica. Inoltre, potrebbe essere necessario assicurare il tuo oro contro furti o danni, il che si aggiunge ai costi complessivi di proprietà.

      Investire su beni rifugio in caso di guerra: l’oro

      oro da investimento  Non è influenzato dall’inflazione, si comporta controcorrente rispetto ai mercati e la sua quotazione è indipendente dagli eventi politici. Sono tutti fattori che rendono l’oro un bene rifugio per eccellenza. Infatti, dopo un’iniziale impennata del prezzo, che ha raggiunto quota 1.970 dollari negli ultimi giorni, come puoi visualizzare dalla quotazione in tempo reale, il suo valore è ora stabile.

      Investire sull’oro  può essere una valida opportunità, dato che avrai una serie di opzioni:

      • investire in azioni sull’oro;
      • investimento oro fisico.

      Infatti, potrai scegliere di acquistare prodotti finanziari che fanno riferimento alle aziende collegate al mondo dell’oro, oppure puntare sugli ETC, ovvero gli Exchange Traded Commodities su questo metallo prezioso. Altra opportunità è quello di comprare direttamente l’oro fisico che si differenzia in nuovo e usato:

      Infine, tra i vantaggi di investire sull’oro vi è l’ampia liquidità, dato che in ogni momento potrai vendere i titoli o l’oro fisico e recuperare il tuo denaro.

      Quotazione metalli preziosi come funziona

       

      I banco metalli, sono negozi specializzati all’acquisto di oggetti preziosi dando in cambio valuta. Il mercato dell’oro e dell’argento, negli ultimi anni ha avuto una notevole crescita, in quanto si tratta di un bene considerato sicuro, su cui investire è sempre redditizio. Se si intende vendere il proprio oro vecchio, in qualunque forma lo si possieda, siano gioielli o monete, può essere utile avere un’idea generale di come i metalli preziosi vengono valutati.

      Prima di addentrarci nell’analisi dei fattori che ne influenzano (o meglio possono influenzare) il prezzo, è opportuno chiarire alcuni dati fondamentali su cui si basa il mercato di questo metallo. La quotazione ufficiale dell’oro è espressa in dollari per oncia troy, unità che corrisponde a poco più di trentuno grammi. L’importo è stabilito dal mercato e quindi varia continuamente, ma per motivi di praticità nel commercio dell’oro fisico, la borsa londinese fissa un prezzo di riferimento due volte al giorno, detto appunto fixing.

      Un fatto fondamentale da considerare è che quando si parla di mercato dell’oro, a livello di borsa, si parla di compravendita di contratti sull’oro, il cosiddetto oro di carta, e quasi mai si tratta di scambio materiale di oro fisico in cambio di denaro. Per fare un esempio concreto di come questo fattore possa scatenare la speculazione, e influire in maniera sostanziale, basta ricordare il caso recente di molti fondi di investimento, che vendevano contratti sull’oro facendo abbassare il prezzo per fare allo stesso tempo incetta di oro fisico. La potenza finanziaria dei grandi investitori è quindi sostanzialmente in grado di falsare il mercato, seppur per brevi periodi, comprando o vendendo immense quantità di contratti in poco tempo.

      Quindi, andando ad analizzare i fattori che andranno ad influenzare il prezzo di mercato dell’oro, non possiamo non riconoscere un ruolo fondamentale ai processi speculativi.

      Il prezzo dell’oro è fissato in dollari, ne consegue che il valore del dollaro influisce in maniera inversamente proporzionale su quello dell’oro: se il dollaro aumenta di valore il prezzo dell’oro scenderà, perché ovviamente serviranno meno dollari per comprare la stessa oncia d’oro.

      La caratteristica di rappresentare un cosiddetto bene rifugio, ha grande influenza sul prezzo dell’oro. Solitamente quindi il prezzo tende ad aumentare in periodi di instabilità politica o di incertezza economica, che portano la maggior parte degli investitori ad abbandonare gli investimenti a rischio per, appunto rifugiarsi, nell’oro. Bisogna però tenere conto del fatto che, come l’oro è considerato il bene rifugio, allo stesso modo il dollaro è considerato la valuta rifugio. Perciò un parallelo aumento dell’oro e del dollaro dovrebbero annullarsi, o perlomeno calmierarsi a vicenda. Tuttavia quasi mai questo accade, anche perché materie prime e valute hanno tempi e modi di reazione differenti. L’oro in fatti ha solitamente reazioni più brusche alle notizie, e non è raro vederlo guadagnare o perdere decine di dollari in pochi minuti.

      La quotazione del petrolio invece, più che influenzare tende a rispecchiare quella dell’oro. E’ facile infatti notare come il prezzo del petrolio sia influenzato sostanzialmente dagli stessi fattori che influenzano quello dell’oro: un attentato, una guerra, il crollo di un’economia, avranno l’effetto di far impennare parallelamente i prezzi di oro, petrolio e dollaro.

      Anche lo stato di salute di alcune importanti economie mondiali è variamente collegato all’andamento dell’oro. Se infatti un’economia come quella statunitense si può dire inversamente correlata al prezzo dell’oro, all’opposto le economie dei paesi emergenti sono direttamente correlate: i paesi in forte crescita economica infatti acquistano quantità di oro sempre crescenti.

      Negli ultimi anni infatti India, Cina, Russia e altri paesi sono cresciuti in maniera costante e parallelamente è cresciuta la loro richiesta di materie prime, energia e oro. Altre economie correlate o che influenzano il prezzo dell’oro sono quelle di Australia e Sudafrica che, insieme ai già citati Stati Uniti , Cina, Russia ed al Perù, sono i maggiori produttori del prezioso metallo.

      I più grandi detentori di oro fisico sono ovviamente le varie banche centrali. Esse non detengono più l’oro come controvalore della moneta circolante, ma lo mantengono come riserva e a volte lo utilizzano per operazioni di politica monetaria.

      Quelli elencati sono a grandi linee i principali fattori che determinano o possono influenzare il prezzo di mercato dell’oro, che permettono di capire il perché di una variazione del prezzo, ma non sempre di poter prevedere l’andamento futuro. Non bisogna mai dimenticare una regola fondamentale comune a tutti i mercati, ossia che questi tendono ad autoalimentarsi. In parole povere se un grosso operatore decide ad esempio di iniziare a comprare oro, perché ha dato maggiore peso ad una notizia oppure ad un indicatore economico, spesso tutti gli altri operatori lo seguiranno, moltiplicando così l’effetto di variazione del prezzo. Perciò potremo assistere a grosse variazioni in concomitanza di eventi di poco conto, o all’opposto non vedere reazioni ad importanti avvenimenti.

      Quotazione e fixing oro

       

      Quando si ha a che fare con l’oro, la prima e più importante cosa da fare riguarda le quotazioni e quando si parla, appunto, di quotazioni, non si può fare a meno di fare un cenno al fixing oro.

      Per chi non lo sapesse, il fixing oro non è altro che uno strumento attraverso il quale viene fissato il prezzo dell’oro.

      Ciò avviene molto semplicemente ricorrendo all’utilizzo di strumenti come, ad esempio, le quotazioni degli altri metalli preziosi e i relativi tassi.

      Com’è noto, la quotazione ha il compito di determinare il reale valore del metallo in una determinata fascia oraria del giorno.

      Con questa quotazione tutti coloro che operano nel settore tra cui, ovviamente, i negozi che si occupano della compravendita dell’oro oltre che del suo acquisto hanno la possibilità di gestirsi in maniera autonoma e di fornire un servizio puntuale ai propri clienti.

      Il prezzo fissato, come è facile immaginare, rappresenta un punto di riferimento molto importante sia per quanto riguarda il prezzo dell’oro puro che per quanto riguarda quello dei cosiddetti derivati.

      Appare chiaro, quindi, che per effettuare la migliore quotazione oro è estremamente necessario avere sempre ben presente il prezzo fissato.

      A questo punto, però, è fondamentale fare un rapido ma importante excursus sui fattori che incidono sulla quotazione.

      Tra questi ci sono, in primo luogo, sia la quantità della domanda che quella dell’offerta.

      Grazie a questi parametri, si ha la possibilità di capire a quanto l’oro può essere acquistato e venduto.

      Tutto viene effettuato con cadenza giornaliera e, dunque, la cosa migliore da fare è cercare di rimanere costantemente aggiornati.

      Banco Metalli e Compro Oro quali le differenze

      Una soluzione alternativa ai Compro Oro per la vendita di oro e gioielli preziosi può essere il Banco Metalli.

      Si tratta di un’attività commerciale privata che deve necessariamente aver avuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia per la sua attività.

      E’, infatti, un’attività molto più complessa rispetto al classico Compro Oro perché svolge diverse attività in più che un negozio di compravendita di oro e preziosi non può svolgere.

      Infatti oltre alla vendita e all’acquisto di oro, argento e altri metalli preziosi, queste attività possono anche occuparsi della realizzazione di metalli preziosi da investimenti, come lingotti e gettoni d’oro, oppure una serie di servizi, come la fusione dell’oro usato, che sono prettamente rivolti ad altre attività b2b come gioiellerie e Compro Oro.

      La storia di questo tipo di attività nasce con la Legge 7 del Gennaio 2000 con la quale il Legislatore ha avuto modo di regolare questa attività che per sua natura correva il rischio di infiltrazioni malavitose.

      Con questa legge, invece, sono stati fissati dei paletti molto rigidi e selettivi per ottenere la licenza all’attività.

      Proprio per questo motivo sono anche state fissate le caratteristiche che sono necessarie per richiedere la qualifica per avviare l’attività.

      Fra le particolarità che si devono possedere, una molto importante riguarda la forma giuridica.

      Occorre, infatti, essere una società per azioni, ossia una SpA, per avere l’autorizzazione ma è possibile anche essere una Srl.

      L’importante è, però, che il capitale sociale della ditta sia stato interamente versato e sia pari almeno a 120mila euro.

      Un altro requisito importante è quello di possedere la chiara indicazione all’interno dell’oggetto sociale della ditta dell’attività di compravendita di metalli preziosi.

      Chi non è in possesso di questa dicitura non può neanche provare a richiedere l’autorizzazione all’attività. Infine il terzo requisito indispensabile è quello dell’onorabilità.

      Si tratta di un requisito molto importante, regolato dagli articoli 16, 108 e successivo del T.U. sul diritto creditizio e bancario.

      Secondo questo principio, chiunque lavora all’interno di un’attività del genere deve necessariamente essere onorabile e condurre l’attività secondo la regola del buon padre di famiglia.

      Infine, tutte le attività autorizzate dalla Banca d’Italia all’esercizio sono iscritte all’interno di un apposito registro ufficiale.

      Al momento dell’iscrizione, si riceve un numero di matricola che sarà impresso anche su tutti i prodotti realizzati, in particolare lingotti, monete da investimenti, gettoni d’oro e d’argento.

      In questo modo è possibile risalire immediatamente e con certezza agli artefici di qualsiasi pezzo in metallo prezioso.

      La differenza più grande consistite nel cliente finale e nella tipologia di servizi offerti.

      Solo i Banco Metalli possono procedere alla fusione dei materiali preziosi e alla realizzazione di prodotti da investimento, questo perché solo loro sono autorizzati ad imprimere la propria matricola sui prodotti.

      Per questo motivo offrono un tipo di servizio che è molto adatto non solo ad una clientela fatta di privati ma anche e soprattutto ad una clientela business.

      Sono tante le realtà aziendali – nell’ambito della gioielleria e non solo – che necessitano di un servizio professionale per la fusione dei metalli e non solo. Infatti un altro tipo di servizio molto importante esercitato da questo tipo di attività è la raccolta dell’oro usato invenduto.

      Tutte queste caratteristiche e un personale tecnico sempre molto preparato e competente fanno di questo tipo di attività un vero e proprio punto di riferimento del settore, in grado di soddisfare con serietà e professionalità qualsiasi esigenza della clientela, sia privata che aziendale.

      GLOSSARIO: I termini tecnici legati all’investimento in oro

       

      Asset

      Quando si parla di investimenti in oro, alcuni termini tecnici emergono frequentemente. Ad esempio, “asset” è un termine generico che indica una risorsa di valore posseduta.

      Bene Rifugio

      L’oro è spesso considerato un “bene rifugio”, che indica un investimento presunto mantenere o aumentare il suo valore in tempi di turbolenza del mercato.

      Liquidità e Volatilità

      Altri termini comuni includono “liquidità”, che descrive la facilità con cui un asset può essere convertito in contante senza influenzare il suo prezzo di mercato, e “volatilità”, che si riferisce all’intensità delle variazioni di prezzo di un asset in un dato periodo.

      Hedging e futures

      Nel contesto dell’oro, il termine “hedging” si riferisce alla pratica di ridurre il rischio di movimenti di prezzo avversi attraverso un investimento compensativo. Ad esempio, un investitore può utilizzare contratti “futures” sull’oro per fissare un prezzo di acquisto futuro, proteggendosi così contro la possibilità che i prezzi aumentino.

      Allocazione di asset

      Si parla anche di “allocazione di asset”, che è il processo di distribuzione degli investimenti tra diverse categorie di asset per ottimizzare il rapporto rischio-rendimento. L’oro è spesso incluso nelle “diversificazioni” del portafoglio, che è la strategia di investire in una varietà di asset per ridurre l’esposizione al rischio.

      Rendimento

      Un altro termine chiave è “rendimento”, che indica il guadagno ottenuto da un investimento. A differenza di “titoli di rendimento”, come azioni o obbligazioni, l’oro non produce un reddito diretto come dividendi o interessi; tuttavia, gli investitori possono guadagnare dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita dell’oro.

      Leva finanziaria o leverage

      Infine, “leverage” o “leva finanziaria” è una tecnica che può aumentare i guadagni (e le perdite) attraverso l’uso del debito per aumentare l’esposizione a un investimento. Nel mercato dell’oro, gli strumenti come i “margini” possono permettere agli investitori di controllare grandi quantità di oro con un capitale relativamente piccolo.

      Questi sono solo alcuni dei termini che un investitore potrebbe incontrare quando esplora il mercato dell’oro. Un glossario dettagliato che spiega ciascuno di questi concetti è uno strumento prezioso per chiunque sia interessato a comprendere e partecipare agli investimenti in questo metallo prezioso.

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